Era necessario guardare tardi o alzarsi molto presto per non perdere il lancio del satellite ICON (Ionospheric Connection Explorer) questo venerdì 11 ottobre 2019 alle 3.59, ora di Parigi.

Decifrare la ionosfera

Molte volte posposto (era previsto per quasi due anni), il lancio di ICON è finalmente avvenuto. Il satellite è stato lanciato dal razzo Pegasus XL di Northrop Grumman. È un piccolo lanciatore che non decolla da terra: è attaccato alla pancia di un aereo, un Lockheed Stargazer, che sale a 12.000 metri di altitudine prima di far cadere la macchina. È un problema sui sensori del razzo che ha costretto la Nasa a ritardare le riprese. Le riprese sono state anche l'ultima volta in cui il satellite doveva essere messo in orbita, a 575 chilometri sul livello del mare, nella notte da mercoledì a giovedì.

ICON sarà responsabile dello studio della ionosfera terrestre, lo strato più alto dell'atmosfera. È un'interfaccia e un confine con lo spazio ed è sotto l'influenza del tempo sia solare che terrestre. Composta da gas sottili, composti da particelle neutre e cariche, la ionosfera è la sede dei venti che soffiano per migliaia di chilometri e sono altamente variabili.

Fondamentale per le comunicazioni

La ionosfera costituisce uno strato atmosferico che ha un enorme impatto sulle comunicazioni terrestri: è a questo livello che circolano onde radio e segnali GPS. È regolarmente sotto il fuoco delle tempeste solari che spingono milioni di particelle interagenti nello spazio e possono creare distorsioni o persino interruzioni dei segnali. ICON studierà la fisica di questa regione utilizzando quattro strumenti, un interferometro, un sensore di ioni e due rilevatori di luce ultravioletta.

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